martedì 18 gennaio 2022   
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Alkemia International » Irlanda: CORK NEVER GIVE UP  

CORK NEVER GIVE UP

di Giovanni Bottari

Là dove un tempo vi erano persone ed idee a plasmare e dare forma all’ambiente, ora rimane solo il freddo silenzio del cemento, grigio, vuoto, senza vita. Ieri mattina gli attivisti del movimento Occupy Cork hanno smantellato l’accampamento di South Mall sotto gli occhi compiaciuti di qualche poliziotto. Accampamento che per 150 lunghi giorni aveva arricchito lo spirito di quella piazza e dato un senso al suo nome. Le parole del movimento apparse in mattinata sui social network sono state brevi ma concise:

“È con grande rammarico che dobbiamo informarvi di questo ma ciò deve essere fatto. […]. Oggi l’accampamento di South Mall è stato là per il suo 150° giorno. Questa è una straordinaria conquista. Abbiamo preso il controllo della rimozione delle strutture invece di permettere ai poliziotti di distruggerle. Ci piacerebbe ringraziare tutti per il supporto dato e garantire, questa può essere la fine dell’accampamento ma non la fine di Occupy”.

Termina così come era iniziata, spontaneamente, l’esperienza del piccolo accampamento di South Mall che, insieme a migliaia di altri accampamenti in tutto il mondo, ha fatto vedere un volto più umano della società. Un volto contrapposto al numero. Ai numeri della crisi, del debito, delle banche, e più in generale del sistema economico mondiale.

Nulla sembra essere cambiato nell’ordine imposto delle cose. Chi governava ancora governa e, mentre le strade si riempiono di poveri Cristi ridotti alla disperazione, disoccupati, precari, giovani senza futuro, i responsabili di tutto ciò si godono i loro premi di ‘consolazione’ sulle bianche spiagge caraibiche. Eppure tutto è cambiato per coloro, uomini e donne, che hanno partecipato, hanno condiviso, hanno vissuto insieme e grazie a questo non hanno solo immaginato un altro mondo, l’hanno bensì creato.

Ora quella piazza lasciata vuota appare triste, solo il monumento ai caduti della Grande Guerra rimane a farle compagnia. Saranno felici ora il Lord Mayor e i suoi collaboratori che già da tempo si chiedevano quando finalmente le persone avrebbero potuto nuovamente usufruire del parco. Cosa i ragazzi e le ragazze del movimento Occupy Cork rappresentassero per il Lord Mayor se non persone rimane tuttora un enigma.

Il tempo è “finalmente” giunto, ora sono le persone a mancare.

Quel vuoto colpisce oggi chi passa davanti alla piccola piazza, lungo quella strada percorsa chissà quante volte per andare al lavoro. Colpisce per un attimo, il tempo di fermarsi a contemplare ciò che manca nel paesaggio senza però riuscire a capire. L’attimo passa e quella sensazione di cui non capivamo la provenienza che era iniziata a montare dentro di noi svanisce nel giro di pochi passi. Chissà in quanti non si accorgeranno del cambiamento di volto di quella piazza, ancora di più coloro che forse nemmeno mai si sono accorti dell’esistenza di un volto oltre che al cemento.

L’indifferenza, invece, quella sì che la si riconosce. Colpisce come un pugno nell’occhio chi la nota. Indifferenza di cui la società trasborda e di cui il sistema moderno vive e si nutre. Potente sedativo che fa dormire un sonno tranquillo. Così la società minimizza i danni, cancella i problemi; semplicemente chiude gli occhi. L’indifferenza è come il mondo pensa, agisce, mantiene i suoi squilibri.

Ma anche chiudendo gli occhi ciò non significa che il mondo esterno cessi di esistere. Un mondo fatto di persone e idee capaci di vedere ciò che ai più non riesce: il cambiamento.

Le strutture e le tende potranno essere scomparse ma le persone restano e ciò che resta nelle loro menti e nei loro cuori non può essere cancellato.

Il mio pensiero, il mio piccolo gesto di oggi che compio contro l’indifferenza lo dedico a loro. A tutti coloro che hanno resistito e continuano a resistere alle notti fredde, alla pioggia, al vento, ai manganelli, che continuano a lottare e far vivere una realtà migliore. Una realtà stanca di chiudere gli occhi e girarsi dall’altra parte.

15/03/12

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