venerdì 21 gennaio 2022   
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 IL GIORNO DOPO DEL MINISTRO D’ALEMA

Merita una riflessione il commento che, il ministro degli esteri D’Alema ha rilasciato a “Repubblica”, sulla visita del presidente americano al nostro paese.

“Il vertice è andato molto bene – osserva- loro hanno capito e apprezzato le nostre posizioni. Vede, gli Stati Uniti sono in una fase piuttosto difficile. Hanno bisogno di alleati sinceri come l’Italia..”

“L’America è un grande paese – continua D’Alema – e Bush ha capito perfettamente che il nostro governo è leale, ma certo meno allineato del precedente. Ma ha capito anche che oggi possiamo offrirgli due asset che il governo Berlusconi non aveva. Il primo: noi siamo oggettivamente più forti in Europa. Il secondo: noi siamo oggettivamente più credibili nel mondo arabo”.

A rovinare il “presepe” fin troppo idilliaco raccontato da D’Alema, hanno provveduto due diversi radicalismi. Da un lato i cortei della sinistra, dall’altro lato gli anatemi della destra.

“Parlare di Italietta e scommettere sempre sul peggio, con il solo scopo di dare la famosa spallata al governo, è un gioco sciocco e irresponsabile, non paga più. Hanno perso”

Ma l’altra lezione, quella più importante, riguarda la sinistra.

“Il vero evento di questo fine settimana - sostiene D’Alema – è stato il fallimento del corteo della sinistra radicale. Io l’avevo detto: se avete delle critiche da muovere a Bush, c’è già un governo che se ne assume la responsabilità, e che gliele esprime apertamente. A cosa serve l’inutile rito della piazza?”. Ora la disperata “ sinistra a due piazze” deve riflettere. “ Io spero che Rifondazione, il Pdci, i Verdi, traggano il giusto insegnamento da quello che è accaduto. Loro si devono rendere conto che il giochino che, chi sta al governo poi va anche a fare i cortei per la strada, non funziona più. L’opinione pubblica non lo capisce, e quindi non lo approva. Parliamoci chiaro: il partito di lotta e di governo, non è e non può più essere attuale. Quella è stata un’idea geniale di Palmiro Togliatti, sapendo bene che il Pci non sarebbe mai andato al governo, aveva coniato la formula per tenercelo agganciato. Oggi quella stagione è morta e sepolta. Oggi noi ci stiamo, al governo. E allora abbiamo solo un dovere: governare, e non scendere in piazza”.

E’ necessario forse replicare alle considerazioni espresse dal ministro D’Alema???

Noi non crediamo, le parole sono chiare, i fatti pure. Il futuro della sinistra italiana è già tracciato!!

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