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SPECIALE ELEZIONI POLITICHE 2008

Dato che il 13 e 14 aprile si andrà a votare per il rinnovo del parlamento italiano, abbiamo pensato, tra tribune politiche e spot elettorali, di concederci la serenità di poter elaborare, giusto in questo breve periodo che anticipa le elezioni, alcune riflessioni “fuori dal coro”.

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Giusto un pensiero per aiutarvi ed aiutarci a capire “dove e come” questo paese intende procedere.

Premio spot d'oro dell'elezione 2008

Il più votato dalla redazione di Alkemia:

Quando la politica da veramente spettacolo....
“Meno male che Silvio c'è”

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Certo è che il PD non è da meno...
Ascoltare per credere....
“I'm PD”

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Caro Onorevole….Berlusconi.

Mi permetta di non chiamarla Presidente come in molti, tra giornalisti, politici e ruffiani di società la chiamano in pubblico. Mi consenta, per cortesia, di distinguermi perché vorrei parlarle seriamente del nostro paese. Quello che conosco e che quotidianamente vivo.

Non starò a soffermarmi sui processi da lei evitati con leggi fatte “a proposito” o da amici in odore di mafia, perché credo che Marco Travaglio, anche se con qualche eccesso, in questo sia uno specialista. Credo che dobbiamo guardare oltre, a ciò che farà del nostro paese una volta vinte le elezioni.

Fin da quando vinse le elezioni la prima volta fui incuriosito da quello che avrebbe costruito. Dal paese impresa, alla scuola produttiva. In poche parole a quel patto firmato con gli italiani, dove echeggiava lo slogan delle tre “I”: Impresa, Inglese, Internet. Anche i principi di liberalizzazione e internazionalizzazione dei mercati, suonava a noi comuni mortali ubriacati dal successo delle sue imprese e del suo Milan, una cosa fattibile. Ma purtroppo non è stato così. Delle liberalizzazioni, ammesso che fossero necessarie, non si è visto nulla. Come del resto, delle altre importanti e urgenti riforme che, a parer suo, i “vecchi” partiti della repubblica non avevano realizzato. Per non parlare della finanza creativa del suo Ministro Tremonti che con arrocchi di bilancio è riuscito a inserire il tre nel due, nascondendo il fatto che l’uno se lo era già fregato qualcuno. In questo panorama, (non il suo giornale) e alla luce di questo nuovo millennio, oggi cosa ci propone? Praticamente la medesima cura. Un po’ più di AN e un po’meno di Casini (in termini non solo del politico). Per non parlare poi dei fascisti dichiarati e finti nemici, disposti per amor di patria a servirla in caso di vittoria, contro la pericolosa sinistra. Qualunque essa sia.

Vede Onorevole, all’Italia non serve più una nuova fiction contro la presa del potere da parte dei Comunisti o dei nulla facenti pensionati d’oro della politica. All’Italia servono “fatti e non parole” come citava un ormai sorpassato spot di lavatrice passato sulle reti Mediaset.

Ho ascoltato con interesse i suoi comizi, mi permetta, divertendomi anche un po’, e la cosa che mi ha maggiormente deluso, sono le sue non precisazioni riguardo al “che fare” con il futuro governo. Traspirava solamente la convinzione di “vincere senza saper fare”, al contrario del “fare per poter vincere”. Mi è sembrato, se posso permettermi di darle un consiglio, più impegnato a copiare l’avversario che a costruire un programma sufficientemente credibile.

Le cito giusto un caso di questi ultimi giorni: quello dell’Alitalia.

Ma le sembra attendibile che dopo un anno e sei mesi, lei sfoderi, di fronte all’offerta di Air France, una possibile cordata d’imprenditori italiani, guidata magari dai suoi figli? Non le sembra veramente utopico e poco corretto, sventolare il problema dei lavoratori, come del resto hanno fatto anche i partiti della sinistra in genere, per racimolare ulteriori voti?

La vita della nostra compagnia di bandiera è ormai agli ultimi respiri e il suo atteggiamento in questa direzione credo non miri a salvarla ma a prolungarne l’agonia. Una mossa in funzione del dopo elezioni dove, nel caso lei vincesse, interverrà in modo nazionale e decisivo. Ho paura, infatti, che forse qualche suo figlio e suo amico, acquisterà veramente l’Alitalia però utilizzando una buona parte dei soldi del nostro paese. In fondo come darle torto, sono in gioco oltre cinquemila posti di lavoro e la mortificazione di alcuni membri della sua coalizione che hanno dichiarato che si commuovono quando vedono il tricolore sfrecciare sui nostri aerei.

Io credo, non solo per questo, che se le è stato concesso di comportarsi come in questi ultimi anni, è perché gli italiani l’hanno votata. E sarebbe assai stupido contrastarla ridendo del suo parrucchino o delle sue battute a una bella precaria di “sposasi un miliardario”. Lei in fondo non ha fatto altro che personificare, rendere reale, ciò che purtroppo molti italiani pensano della vita e della “cosa” pubblica. L’intrallazzatore furbo che si trasforma potere; il sotterfugio che diventa giustificato; la propria necessità che diventa diritto. Non è infatti un caso se dagli ultimi sondaggi, masse popolari sottopagate e vilipese da una classe politica inadeguata e dominante, di cui lei fa parte, credono più in lei che in se stessi. Ovvero nel diritto-dovere di rivendicare, proprio ad imprenditori come lei, un salario adeguato al giusto recupero del potere d’acquisto sino ad ora perduto. E non vivendo, invece, nella speranza di realizzare soldi facili in tempi brevi o diventare famosi in qualche sua tv.

Le dico questo perché spero in fondo che lei non vinca. Soprattutto per le persone che la circondano e per quel pensiero politico che nei fatti rappresenta in questo paese. Un pensiero apparentemente libero che in realtà di liberò ha solo la possibilità di ogni cittadino di indebitarsi ulteriormente. Un pensiero che cavalca il malessere generale, non lo risolve e lo utilizza per rafforzare il proprio potere. Questo paese, glielo ripeto, non è un’azienda dove un capo fa la differenza. Purtroppo neanche il periodo in cui ha governato, glielo ha fatto comprendere. L’Italia è un paese dove le regole esistono ma nessuno le rispetta e quando questo viene fatto, i politici intervengono con decreti e persecuzioni. Certo non è tutta colpa sua e accusarla di questo, assolverebbe con troppa facilità “gli altri” che certamente a questo bailamme hanno ampiamente contribuito.

Mi perdoni se mi sono permesso di darle alcuni consigli ed averlo tediato con alcune mie riflessioni. Spero per questo, di non essere accusato di essere un comunista altrimenti, credo lo siano, tutti quelli con un po’ di buon senso e amore per il proprio paese.


21/03/08

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