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Notizie Modena » CPT, IL DIBATTITO CONSILIARE  

 New.gif CPT, IL DIBATTITO CONSILIARE SUI 6 ORDINI DEL GIORNO

Approvati i documenti presentati dal centrosinistra e da Modena a colori.

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato, nella seduta di lunedì 29 ottobre, 2 ordini del giorno sul tema del Cpt, uno presentato dai gruppi consiliari Ds - L'Ulivo, Margherita - L'Ulivo, Sdi, Società civile e Udeur, l'altro dal gruppo consiliare Modena a colori. Il dibattito ha riguardato anche altri 4 ordini del giorno, tutti respinti, presentati nell'ordine dai gruppi Udc, Forza Italia, gruppi consiliari di sinistra (Rifondazione comunista, Sinistra democratica, Verdi) e Lega nord.

Enrico Artioli della Margherita - L'Ulivo ha presentato così il primo documento, in seguito parzialmente modificato: "su questo dibattito c'è una cappa di tristezza, che accompagna il lutto per due giovani che hanno deciso di togliersi la vita. Anche per questo spero si possano adeguare i toni per confrontarci sul merito. Ci sono dinamiche importanti da conciliare con le nostre società, caratterizzate da un certo stile di vita e costumi consolidati nel tempo. La politica deve conciliare i diritti dei migranti e quelli dei cittadini. Il nostro ordine del giorno, che parte da un episodio tragico, sostiene che i Cpt sono un tassello del sistema di controllo dell'immigrazione clandestina. Nati sotto la legge Turco - Napolitano, sono cambiati molto con la Bossi- Fini e presentano non pochi problemi: non sono presenti in tutte le province, richiedono un adeguato organico di Forze dell'ordine, distogliendo a volte il personale dal territorio, non hanno rapporti con il tessuto locale e le associazioni di volontariato, non fanno differenza tra chi è clandestino e chi delinque costringendo persone diverse a convivere nello stesso spazio. La mozione chiede perciò che si mantenga la promessa di integrazione del personale fatta dal vice ministro dell'Interno e che si arrivi a un superamento, ma non a una chiusura, del Centro".

Sergio Celloni dell'Udc ha quindi presentato la propria mozione evidenziando che "non è pensabile fare entrare in Italia immigrati che non siamo in grado di accogliere. Servirebbe un censimento, per capire la reale necessità di queste persone nel nostro paese e la possibilità reale di accoglierle. Il 58% degli ospiti delle carceri sono extracomunitari, non vogliamo essere chiamati razzisti ma è comprovato che immigrati delinquono il 30% in più degli italiani. Il sistema dei Cpt può essere rivisto ma non chiuso. I suicidi del 16 e del 17 ottobre lo hanno portato drammaticamente alla ribalta: nel Centro di Modena, 9 carabinieri e 6 agenti di polizia sono fortemente insufficienti. È stato richiesto un aumento di organico, lo riportiamo anche noi, in generale questo serve per tutte le Forze dell'ordine. Inoltre, l'accoglienza e l'assistenza sociale non devono valere per tutti allo stesso modo. La clandestinità è un reato e deve essere punita come tale". Interrotto dal sindaco, che ha precisato che la clandestinità non è reato nell'ordinamento italiano, Celloni ha concluso: "essere clandestini in Italia e non avere una fissa dimora o un'occupazione, rischia di diventare un reato, perché impedisce un vivere civile corretto. Chi non ha possibilità, vive di espedienti. Io non so cosa sia un reato, ma so che abbiamo migliaia di clandestini che con una politica troppo buonista continueranno ad aumentare. Valutiamo caso per caso chi integrare, ma non chiudiamo il Cpt".

Così Andrea Leoni di Forza Italia ha introdotto il documento del proprio gruppo: "a seguito dei suicidi, nel Cpt si è scatenata una grave e pericolosa rivolta. L'organico del Centro è inadeguato e questo comporta rischi. Le unità in più promesse dal vice ministro non sono arrivate, il governo Prodi ha dato una risposta desolante e deludente, quando invece la sicurezza degli operatori sociali e degli stranieri clandestini è un obiettivo irrinunciabile. Esponenti della sinistra radicale hanno operato una campagna di delegittimazione anche contro gli operatori, e non dimentichiamo che tempo fa è arrivato anche un pacco bomba. Chiediamo di esprimere solidarietà e fiducia agli operatori, chiediamo che il sindaco si faccia parte attiva per ottenere la dotazione di personale necessario, vogliamo che si chieda al vice ministro di rispettare il Patto. Vorremmo inoltre che il Comune si impegnasse a collaborare maggiormente con l'ente gestore, si facesse parte attiva per perseguire i clandestini responsabili della rivolta. Riconosciamo la necessaria e insostituibile funzione del Cpt nella lotta contro l'immigrazione clandestina. Invitiamo il Governo a ritirare il progetto Amato-Ferrero, che porterebbe a un'autentica invasione di clandestini con gravi pericoli per la sicurezza, e a condannare ogni delegittimazione dei Centri di permanenza temporanea da parte di associazioni anche modenesi". In Consiglio è stata poi distribuita una lettera del dottor Daniele Giovanardi, responsabile dell'ente gestore del Cpt, inviata all'attenzione dei Consiglieri.

Baldo Flori di Modena a colori ha presentato la propria mozione esprimendo "forte preoccupazione per i suicidi e i successivi atti di vandalismo, che hanno causato gravi danni alle strutture e minacce alla sicurezza degli operatori. Esprimiamo inoltre solidarietà al personale della Misericordia impegnato positivamente nella gestione, rifiutiamo le ipotesi di chiusura e ridimensionamento di una struttura che è nata da una richiesta appoggiata da migliaia di modenesi. Si deve distinguere però la criminalità dalle altre forme di illegalità, e a livello locale chiediamo che si crei un tavolo di coordinamento per migliorare il Cpt superando le barriere burocratiche, creando una solidarietà sociale e di intenti che possa tutelare la serenità degli operatori".

La mozione presentata in aula da Alvaro Colombo di Rifondazione comunista e firmata congiuntamente anche da Sinistra democratica e Verdi chiede invece "il definitivo superamento dei Cpt in vista dell'approvazione della legge Amato-Ferrero in discussione al Parlamento. C'è una continuità storica con la nostra battaglia, ma anche la novità di questa legge, che pure è colpevolmente in ritardo. Abbiamo sempre denunciato che persone semplicemente clandestine, non colpevoli di alcun reato, arrivano ad essere recluse. Sono persone che spesso svolgono, sottopagate e sfruttate, lavori socialmente utili. Superare significa costruire qualcosa di diverso con altre funzioni e altre norme. Non è possibile mantenere un contenitore unico per persone con storie così diverse: servono invece programmi di avviamento al lavoro, insegnamento della lingua, eccetera. Oggi parliamo anche della tragedia di Monam e Mohammed, che sono morti soli, reclusi, lontani dalla terra e dalla famiglia. Non sappiamo cosa si agitasse dentro di loro, possiamo solo immaginare le difficoltà di una vita ai confini della legalità. Questa è la realtà, alla quale non si può rispondere solo con la sicurezza o con le sbarre. Molto tempo è passato da quando si decise, sulla spinta di molte firme, di aprire il Centro. Oggi la discussione è diversa, c'è una forte insicurezza sociale, che associandosi a una trasformazione complessa come quella dell'immigrazione può portare alla pericolosa lettura di vedere la diversità come un pericolo.

Andrea Galli di Alleanza Nazionale è intervenuto sull'ordine dei lavori: "è difficile, è un errore concettuale, tenere distinti due argomenti, quello del Cpt e quello della sicurezza, che per noi sono inscindibili. Noi non presentiamo un ordine del giorno, esprimeremo il nostro parere quando si parlerà di sicurezza".

Dopo avere precisato che "forse era inutile presentare tanti ordini del giorno, ma visto che abbiamo tempo ne ho fatto uno anche io", Mauro Manfredini della Lega Nord ha così presentato la propria mozione: "avendo le idee chiare, è inutile fare della filippica. Pur essendo dispiaciuti per quanto accaduto, rimaniamo fermi nelle nostre posizioni: i Cpt dovrebbero servire a identificare i clandestini che circolano privi di documenti e sono stati istituiti dal vostro governo con la Turco-Napolitano. Se un italiano viene fermato e poi trattenuto fino all'identificazione, non ci si scandalizza, a maggior ragione questo deve valere per gli stranieri. La Bossi-Fini è stata copiata da tanti paesi, per ultima la Spagna di Zapatero, ed è stata promossa a pieni voti dall'Unione europea. Ha consentito di integrare gli stranieri attraverso la legalità e il lavoro, senza per questo mettere gli italiani all'ultimo posto. Chi vuole cancellare la Bossi-Fini e aprire le frontiere fa una cosa sbagliata e pericolosa. Certo ci sono stati questi suicidi, ma non dimentichiamo che recentemente un capofamiglia si è ucciso per il mutuo, un altro ha accompagnato la moglie a prostituirsi per strada alla presenza dei figli. Faccio anche la dichiarazione di voto: i Cpt per me restano, aumentando gli agenti e mettendo a disposizione degli psicologi per chi ne ha bisogno".

Il primo intervento dopo le presentazioni è stato di Achille Caropreso, indipendente, il quale ha citato la lettera del dottor Giovanardi, evidenziando che: "per occupare un tempo che non passa mai, ai trattenuti non bastano film e riviste, e cresce la rabbia per il fallimento di un progetto di vita. A Bologna, invece, la struttura consente attività diverse, libera circolazione per i trattenuti negli spazi comuni e corsi di ceramica per le donne. Un centro per l'identificazione", ha proseguito Caropreso, "è imprescindibile: risponde alle esigenze di una legge, la Bossi-Fini, che va riveduta e corretta tenendo conto dei suggerimenti del ministro Amato. È impensabile che chi perde il lavoro debba rischiare di andare al Cpt. Il problema è che quando la Polizia prende coraggio ed entra in forza nei ghetti arrestando malavitosi, poi non è possibile recluderli, e questo va cambiato. Deve esistere un diverso trattamento tra chi delinque e chi no. Il Cpt non è un albergo e chi è più debole rischia di soccombere. Leggendo gli ordini del giorno non vedo differenze abissali, ma rispetto a quello dei colleghi dell'Udc ho trovato alcune contraddizioni tra quanto scritto e quanto affermato nel presentarlo".

Sergio Celloni ha poi precisato: "il discorso di reato lo intendevo come una violazione della legge Bossi-Fini, quando non si ottempera alla necessaria espulsione. Sulla realtà del Cpt il mio intervento non è stato diverso da quello che ho scritto, anche se l'impulsività alle volte porta ad aggiungere frasi diverse. È una realtà importante, che va vissuta, e sulla quale abbiamo cercato di portare delle precisazioni. Fermo restando un discorso di fermezza sui temi integrazione e sicurezza, chiediamo che si modifichi la legge, identificando la tipologia di clandestini che si possono trattenere nei centri. Una badante non può essere trattata come un delinquente, servono percorsi integrativi e un centro di accoglienza per chi è in attesa di dimostrare la propria identità, che giocoforza va fermato per capire se e dove rimpatriarlo. Resta inteso che per i reati maggiori c'è invece il carcere".

Baldo Flori di Modena a colori ha aggiunto: "sono tra coloro che giudicano positivo questo dibattito, al di là della frammentazione del consiglio, perché il tentativo di fare chiarezza sulle posizioni ci consente di trovare elementi comuni di supporto a un'azione politica, che poi potremo portare là dove si devono decidere le risposte ai problemi posti a livello locale. Al di là della durezza, il dibattito sicuramente ha fatto dei passi in avanti, nonostante la divisione nella maggioranza e gli ordini del giorno diversi, ma non contrapposti, delle opposizioni. La divisione è nel giudizio sulle leggi nazionali vigenti e in discussione. Qui sono le differenze più marcate, mentre è forte l'orientamento unitario per il mantenimento del Cpt: una parte della maggioranza e una gran parte delle opposizioni puntano alla continuità. Tutti insistono sul potenziamento delle Forze dell'ordine, le differenze stanno sulle modifiche da apportare, sostanzialmente tra un aggiustamento della Bossi-Fini o un suo ribaltamento.

Andrea Galli di An ha affermato: "per la politica migratoria il Cpt è un tema fondamentale. Mi soffermo anche io su un passaggio della lettera del dottor Giovanardi, che si conclude con l'espressione ‘che Dio ci aiuti': al di là delle differenze tra chi crede e chi no, mette in evidenza la gravità della situazione. C'è un mondo di umanità disperata che si cerca di arginare anche con il Cpt: miliardi di persone guardano con speranza alla nostra civiltà e per questo flusso il Cpt non è che un cerotto su una gamba di legno. Chi lavora al Cpt sa bene che non è un lager né una prigione, ma nemmeno un albergo, un ostello o un luogo di villeggiatura. Il problema è che lì convivono veri delinquenti e persone che hanno semplicemente commesso una violazione amministrativa. Oltre l'80% dei trattenuti sono malviventi che dovrebbero stare altrove. Il Cpt dovrebbe esistere per lo scopo per il quale è nato, ma forse è tutta la legge Bossi-Fini ad essere un po' invecchiata. I due suicidi ci devono fare pensare a delle soluzioni: chiudere non è pensabile perché si rovescerebbero sulla strada persone che non devono essere libere. Dobbiamo capire come distinguere i delinquenti da coloro che devono essere semplicemente controllati e magari inviati al confine. Non si deve rischiare di far pensare ai modenesi che tutti gli stranieri siano delinquenti".

Giancarlo Montorsi di Rifondazione comunista ha ricordato che al Cpt "uomini e donne vivono in una dimensione kafkiana, di colpa non commessa ma punita. Al Cpt si è reclusi senza avere commesso alcun reato. Tante volte abbiamo chiesto una discussione approfondita, che chiediamo ancora, per misurarci in maniera specifica con il nostro Cpt. Dobbiamo fare i conti con ciò che fu voluto dalla città in ragione di una maggiore sicurezza. Si disse che sarebbe stato un Cpt modello, ma oggi chi può sostenerlo? Il tempo non è passato invano, si è lavorato per garantire una vera informazione, e per questo ringrazio il gruppo Immigrazione del Social forum, i parlamentari che ci hanno consentito di entrare, e tutti coloro che hanno contribuito. Non è un caso che la discussione oggi sia diversa: anche all'interno del centrosinistra si fa largo la consapevolezza che il tema dei migranti richiede altri strumenti che la mera repressione. Si placano le imbarazzanti dichiarazioni che dipingono il Cpt come una struttura modello: sono fesserie. Sono potuto entrare e ho constatato le condizioni di vita di quei cittadini stranieri: raccogliendo i dati della Prefettura e confrontandoli con quanto visto abbiamo costruito un dossier. I dati dicono che sono strutture inutili, crudeli, costosissime. L'associazione Studi giuridici sull'immigrazione ricorda in un recente comunicato che sul Cpt di modena erano già state rilevate e segnalate evidenti criticità, suggerendo modifiche normative e misure amministrative urgenti che non ci sono state: potenziare l'assistenza legale, garantire la corrispondenza anche telefonica del trattenuto con il difensore e la famiglia o gli amici - si noti che gli stranieri al Cpt non possono avere un cellulare- e rendere effettivo e agevole il diritto di visita. Queste strutture sono molto costose ma rimangono luoghi di tensione e negazione dei diritti. Continua la spirale di provvedimenti espulsivi sostanzialmente ineseguibili. L'associazione ritiene che si debba chiudere al più presto, e che ricondurre gli episodi che si sono verificati alla fatalità sarebbe un semplicismo. Non è un organismo rivoluzionario a dirlo, ma la Commissione De Mistura, presieduta da un funzionario Onu. Questo luogo, a fronte di una dimostrata inutilità, dispensa dolore e disperazione inutile a cittadini che in maggioranza non sono criminali e non vogliono diventarlo. È ancora possibile sostenere che la struttura non si può chiudere e soffre di un semplice sottodimensionamento dell'organico? Chiediamo che il Cpt di Modena non possa continuare a funzionare come se niente fosse successo. Già ora, l'attività è stata ridotta a un terzo. Dieci giorni fa, la maggior parte delle donne recluse erano badanti, e almeno metà degli uomini erano stati presi in tuta blu e scarponi, fuori dai loro luoghi di lavoro. La struttura serve alla sicurezza psicologica di chi è fuori, non per la pericolosità di chi vi è rinchiuso. Concludo dicendo che siamo a disposizione per avviare subito una sperimentazione di riconversione della struttura".

Michele Barcaiuolo di Alleanza Nazionale ha fatto riferimento all'intervento di Montorsi: "in merito a quanto detto dal collega e all'ordine del giorno della sinistra, condivido solo l'espressione di dolore e partecipazione al lutto. Tutto il resto, per noi, non può essere condivisibile e la riteniamo una visione pericolosa per gli stessi stranieri, perché l'impressione di accoglienza a tutti i costi renderà sempre più probabili questi episodi. Se non analizziamo il problema migratorio alla radice è difficile fare osservazioni solo quando il fenomeno provoca problemi all'interno della nostra società. Credo che i Cpt concepiti dalla Turco-Napolitano siano insostituibili. Posso anche capire l'approccio ideologico di Montorsi, ma dobbiamo regolare il fenomeno migratorio. Se non accettiamo che la clandestinità, che pure non è reato ma è un fatto certo ed empirico, possa essere sanzionata, non possiamo controllare il fenomeno, e su questo non si può transigere. Non basta distinguere chi delinque e chi no: il Cpt non è un carcere, se ci sono problemi di vivibilità si devono discutere, ma non è necessario chiuderlo. Il sottosegretario Mantovano definì il nostro Cpt uno dei migliori d'Italia. Non credo si debba partire dalla tragedia dei due morti per cavalcare una posizione ideologica, credo invece sia necessario un sostegno per migliorare il Cpt, soprattutto incrementando gli operatori e le Forze dell'ordine. La chiusura non farebbe altro che aumentare la criminalità".

Fausto Cigni dei Ds - L'Ulivo ha osservato: "oggi ci sono ben 6 ordini del giorno e il dibattito è molto aperto. Il Cpt, sorto con la legge Turco-Napolitano, è nato per volontà di almeno 20 mila modenesi. Poi, la legge Bossi-Fini ha apportato modifiche sostanziali: ha impedito a tutti noi di entrare nei Cpt, ha portato la permanenza da 30 a 60 giorni. Se è vero che l'80% dei trattenuti sono malviventi, c'è parecchio da riflettere su modalità e obiettivi di gestione di queste strutture. Sono convinto che un luogo serva per intervenire sulla clandestinità, poi è chiaro che un conto è il malvivente e un altro è la badante. La clandestinità deriva dalle storture della legge Bossi-Fini: se ci vuole un anno per rinnovare il permesso, chiaramente moltissimi stranieri sono a rischio. A Modena gli immigrati sono 15 mila, in provincia 60 mila, credo sia opportuno fare un discorso generale, non palare solo di Cpt ma anche di lavoro, casa, scuole. Dovremmo verificare quanti sono gli immigrati necessari al nostro tessuto produttivo, ma fare anche capire agli imprenditori che la responsabilità del loro benessere non è solo del sociale".

Giorgio Prampolini di Sinistra Democratica ha proposto di "riflettere in senso critico sul fenomeno e sugli interventi che si possono realizzare, tenendo conto anche dell'articolo 13 della Costituzione, che tutela la libertà individuale dei cittadini e degli stranieri. L'immigrazione è cambiata, siamo cambiati noi, è cambiato il paese, e le esigenze normative sono nuove. I dati presentati in occasione dell'apertura dell'anno scolastico devono fare pensare: i figli di stranieri sono il 14% a scuola, la percentuale è più elevata della media emiliano-romagnola. Il professor Bosi del Centro di analisi delle politiche pubbliche ci ha poi dimostrato che la fascia bassa di reddito a Modena è in aumento, ed è costituita in prevalenza da famiglie di origine straniera e di recente immigrazione, che vivono in aituazioni di grande disagio e povertà. Inoltre, con l'allargamento dell'Unione europea una serie di flussi migratori hanno cambiato status giuridico. Manfredini e altri hanno sostenuto che non abbiamo bisogno degli immigrati, ma non è vero: si pensi alle assistenti familiari e a quante famiglie andrebbero in crisi senza il loro lavoro. Mi sembra che l'esperienza dell'Usl in Romania e Polonia sia stata una modalità interessante di programmazione dell'immigrazione, con corsi specialistici nei paesi d'origine e sostegno all'immigrazione regolare. Non dimentichiamo che l'illegalità è un circolo vizioso che genera altra illegalità. Credo si debbano dividere i criminali dai semplici clandestini, mentre trasformare la clandestinità in un reato sarebbe anticostituzionale. Credo che i Cpt debbano essere profondamente cambiati e che si debba andare nella direzione di un superamento: serve una sperimentazione che fa sparire il Cpt e poi lo riqualifica nella direzione dell'integrazione e dell'accoglienza. Nella nostra terra solidale, questo si può fare".

Il capogruppo Ds - L'Ulivo Michele Andreana è poi intervenuto proponendo una modifica all'ordine del giorno di parte della maggioranza: "che il tema sia complesso lo dimostrano i 6 ordini del giorno presentati, e la divisione che c'è a sinistra come a destra. Flori diceva che solo uno degli ordini del giorno si distingue dagli altri, perché chiede la chiusura del Cpt. Io credo invece che a monte ci sia una volontà trasversale di arrivare al trattenimento solo per le forme di clandestinità che sono associate a pericolosità sociale. La clandestinità di molti dipende solo da una normativa assurda, che non ha saputo governare i flussi e le quote. I drammi dovuti ai tentativi di immigrazione clandestina sono sotto gli occhi di tutti. Noi siamo per distinguere e credo che l'elemento più forte sia la volontà di superare la Bossi-Fini, un elemento che c'è tra le righe nella mozione di Modena a colori, della quale condivido anche la volontà di un adeguamento dell'organico del Centro. Chiederei a Flori di ritirare la mozione e votare la nostra, poiché le differenze sono minime. Rispetto a Udc e Lega, invece, c'è stato un abisso tra quanto scritto e quanto presentato in aula, perciò nonostante il testo abbia qualcosa di condivisibile noi voteremo contro. Tra il nostro ordine del giorno e quello dei compagni di Rifondazione trovo infine una forte sintonia sull'approdo finale dell'evoluzione normativa: chiediamo che si distingua la clandestinità di chi delinque e chi è in condizioni di disagio sociale, e che si approvi la legge Amato-Ferrero. Ciò che ci distingue è il ragionamento sulla chiusura transitoria e sulla sperimentazione legata alla normativa Amato-Ferrero. Crediamo che un Cpt riformato possa servire come funzione di custodia per alcune situazioni. Capiamo il senso della richiesta della chiusura, di fronte ai due suicidi, ma non la condividiamo. Vorremmo che il loro ordine del giorno fosse emendato, ed emendiamo il nostro proponendo che il sindaco possa chiedere al governo di autorizzare a Modena, con un apposito decreto, una sperimentazione innovativa che anticipi la legge Amato-Ferrero, escludendo dal trattenimento chi non delinque. Inoltre vorremmo istituire un osservatorio locale con rappresentanti dell'associazionismo e della società civile".

Sergio Rusticali dello Sdi ha definito il dibattito "interessante al di là delle posizioni diverse dei singoli gruppi", per poi ribadire: "il Cpt e gli altri strumenti che accompagnano la tematica dell'immigrazione hanno bisogno di un'analisi più concreta e complessa. Quanto accaduto in questi giorni ci costringe a modificare l'attenzione, ragionando a partire da una tragedia, il suicidio di due giovani, che una comunità civile non può ignorare. Non basta il cordoglio, serve la capacità di affrontare il contesto e cercare un equilibrio per dare una risposta non ideologica. Dobbiamo verificare se le problematiche dipendono dalla struttura in sé o da altre condizioni. Io sono convinto che i Cpt in quanto tali non vadano chiusi ma che oramai presentino elementi sui quali occorre intervenire dal punto di vista strutturale e funzionale. Sono cambiate molte cose con la Bossi-Fini e bisognerebbe analizzare chi sono le persone trattenute. Voterò contro i documenti di Udc, Lega e Forza Italia, mentre trovo vicino alla sensibilità della maggioranza quello di Modena a colori. Per quanto riguarda il documento di Rifondazione, capisco la posizione, ma per noi la chiusura non è una prospettiva ragionevole".

Mauro Tesauro dei Verdi, ricordando che "clandestino non può essere sinonimo di delinquente", ha dichiarato: "i clandestini fanno comodo, sono una manodopera usa e getta, senza garanzie e senza diritti, messa a disposizione dalla legge Bossi-Fini. I fatti drammatici di questi giorni sono una sconfitta per tutti e non solo per una parte politica. Sono stati seguiti da rivolte e proteste e devono portarci a decisioni certe, senza ambiguità di sorta. Sarebbe troppo facile e impietoso dire che l'avevamo detto, ma il report del Forum sociale già evidenziava con nettezza l'inutilità pratica e l'elevato costo sociale ed economico di questa struttura inammissibile del punto di vista del diritto, per non ripetere quanto già detto in precedenza sulla commissione De Mistura. Il bacino di utenza del Cpt sono prostitute, manodopera nera, irregolari amministrativi: questi sono i profili principali degli internati. Quelli che hanno commesso reati sono il 2,7%, e dovrebbero stare a Sant'Anna. Sono violati i diritti più elementari, sulle visite dei familiari e l'assistenza legale. Ci sono fatti reali che conclamano l'inefficacia e lo sfregio del diritto di questi obbrobri e dovrebbero spiegare che il clima invivibile, anche a chi crede che bastino un pasto caldo, un lenzuolo pulito o un corso di ceramica per rendere la situazione accettabile. Gli aumenti di organico servirebbero a ben altre funzioni sul territorio. Senza inutili tecnicismi, tanti oramai hanno dichiarato che questo luogo non serve più - se mai è servito - a garantire la sicurezza che veniva chiesta dai tanti comitati di questa città. I Verdi auspicano una veloce conclusione dell'inchiesta sui fatti che si sono verificati, ribadiscono la richiesta di chiusura del Centro di permanenza temporanea e, una volta abrogata la Bossi-Fini, anche la chiusura di tutti gli altri Centri, proprio per permetterne la debita riconversione in luoghi di accoglienza, emersione dalla clandestinità e formazione al lavoro. Per chi invece è aduso a delinquere, altri devono essere i percorsi. Proprio per questo, abbiamo sottoscritto con convinzione la nostra mozione e voteremo questa. È tragicomico pensare che questo muro possa arginare una domanda oramai ineludibile, quella dei milioni di persone che guardano alle nostre società come a una speranza".

Alvaro Colombo di Rifondazione comunista ha ripreso il filo del suo primo intervento affermando: "credo che il dibattito investa sia il quadro locale sia quello nazionale. Il superamento del Cpt è un successo per le forze politiche che da anni lo contrastano. Sono lieto che si sia superato nel centrosinistra il concetto di clandestinità come reato, credo sia una vittoria di civiltà e che molta acqua sia passata sotto i ponti. Oggi come oggi, sicurezza significa politiche attive che incidano sulla condizione degli stranieri: il tema epocale della migrazione non si risolve con queste strutture. Dal 2003 al 2005 abbiamo accolto 1400 stranieri, meno di un terzo dei quali era modenese. Tra questi 1400, meno di un quarto sono stati espulsi, mentre gli altri hanno lasciato il Cpt con le proprie gambe. A livello nazionale, su 22 mila transitati dal Cpt, ne sono stati espulsi meno di 6000: non è così che si affronta il tema politico dell'immigrazione, ma con il contrasto al racket e al lavoro nero, con le politiche per la casa. Sul superamento siamo d'accordo, ma ci divide una risposta da dare oggi su un Cpt che è già stato condannato dalla commissione De Mistura, ancora prima dei suicidi. Ci chiediamo se superamento significa che da oggi si comincia a mettere in pratica le nuove funzioni".

Isabella Massamba di Sinistra democratica ha sostenuto: "concordo sull'importanza di frenare e regolamentare un'immigrazione che rischia di essere devastante sia per i paesi di origine sia per quelli di destinazione, ma il Cpt non è la risposta. I suicidi sono il prodotto della paralisi istituzionale che parla di superamento ma mantiene la Bossi-Fini e il suo circolo vizioso Cpt carcere. La soluzione va cercata in un rapporto serio con i problemi degli immigrati e attraverso un rapporto con gli immigrati regolari. I Cpt servono solo a illudere gli italiani che aumenterà la legalità e la sicurezza: sono un'acqua benedetta che fa credere al malato di stare bene. Trovo la frase finale del dottor Giovanardi fuori luogo: secondo me, di fronte a Dio tutti i cittadini sono uguali e Dio non ammette certo l'esistenza di un luogo di reclusione per gli innocenti. I dati dimostrano che il Cpt non serve a nulla: il 60% dei trattenuti è stato rilasciato. Questo istituto non è una particolarità italiana, ma il vero problema a livello europeo sono gli accordi di riammissione, cioè gli accordi tra stati per la deportazione dei migranti. Albania e Tunisia hanno in essere contratti con l'Italia a fronte di sovvenzioni e sulla Nigeria ci sono addirittura i dubbi che accolga cittadini di altri paesi africani. Addirittura a livello europeo si è suggerito l'uso del carcere in alternativa al Cpt, dunque servono ancora molti passi per confermare l'idea di una Europa di solidarietà".

Antonio Maienza, Udeur, ha definito "doveroso" un dibattito "sull'utilità, sulla funzione sociale, sull'opportunità di queste strutture nate in un altro contesto sociale. Per una larga parte dell'opinione pubblica i Centri sembrano non avere più ragione di esistere. In un paese civile come l'Italia questi Centri vanno riformati, nel contesto di una nuova legge sull'immigrazione che porti al superamento e alla riconversione in centri di accoglienza sociale, soprattutto per il rispetto delle persone umane che vengono nel nostro paese per lavorare onestamente. Vanno distinti i lavoratori clandestini e sfruttati da quanti mettono a repentaglio la sicurezza e la vivibilità delle città. Si deve gestire la struttura in un'ottica di prevenzione di autolesionismi e violenza, trasformandola in un centro di incontro tra culture. La nuova legge deve essere più dura con chi delinque e più tollerante con chi invece è semplicemente in attesa di regolarizzarsi. I Cpt vanno riformati ma non chiusi. Farò pervenire personalmente questa intenzione al Ministro Mastella, per la riconversione del Cpt su due filoni: uno di integrazione e l'altro pre-carcerario destinato a chi delinque".

Alberto Caldana della Margherita - L'Ulivo ha affermato: "porre il tema dell'immigrazione soltanto nei suoi aspetti legati alla devianza e all'insicurezza non ci aiuta. Nella nostra realtà, se si guarda ai dati sul lavoro e sulle nuove imprese, sulla quantità di rimesse inviate nei paesi di provenienza, ci sono talenti giovani sui quali dobbiamo porre l'attenzione. Una riflessione più vera sull'immigrazione a Modena è improcrastinabile. L'immigrazione non si può appiattire solo sulla sicurezza. Se parliamo invece del Cpt parliamo di una necessità per lo stato di poter identificare chi commette reati, per garantire delle politiche di sicurezza, che sono altra cosa dalle politiche sull'immigrazione. La sicurezza è uno dei problemi principale della nostra città: non è possibile che le donne abbiano timore a girare per la strada la sera e che interi quartieri sentano messa in discussione la propria qualità di vita. In questo senso, il Cpt diventa necessario. Personalmente, ho visto gente che in assenza del Cpt aveva accumulato anche 15 provvedimenti di espulsione: arrivare a questo punto significa dare l'idea di istituzioni che non riescono a farsi rispettare. Se gli incidenti mortali non portano a chiudere le autostrade, lo stesso vale per i Cpt: servono più forze dell'ordine, più qualità professionale all'interno, una migliore distinzione tra chi deve essere identificato ed espulso e chi ha solo pendenze amministrative. Dobbiamo soprattutto cambiare la legge Bossi-Fini. Nel dibattito politico c'è un aspetto che potrebbe essere divertente se non fosse tragico: il centrodestra rimprovera il Governo locale e nazionale, dimenticando quale è l'origine dei problemi. Oggi i Cpt servono a garantire la sicurezza della città, ma questo tema non va sovrapposto con il tema generale dell'immigrazione, sul quale credo che serva un consiglio tematico".

Andrea Leoni, capogruppo di Forza Italia, ha evidenziato che "qui si scontrano due visioni ben diverse. La Bossi-Fini è stata già smantellata attraverso decreti ministeriali nelle parti riguardanti l'asilo, i ricongiungimenti familiari, il maxi ampliamento delle quote. Dai 175 mila ingressi stabiliti dal Governo Berlusconi si è passati agli attuali 500 mila con relativi ricongiungimenti, quindi 2 milioni di persone cui si aggiungono un milione e mezzo di clandestini stimati. Se poi per caso si approvasse la legge delega Amato-Ferrero, per la quale evidentemente si teme il confronto parlamentare, si arriverebbe alla truffa politica che la sinistra porta avanti con la parola superamento. Se si fa in modo che chi entra per cercare lavoro sia automaticamente regolare, il nostro paese si riempirà di immigrati che già oggi non siamo in grado di recepire. Neanche nel nostro Comune, che ha sempre fatto un vanto dei propri servizi sociali. Si sta scatenando una guerra tra poveri, tra gli extracomunitari e gli italiani che si vedono passare davanti nell'accesso ai servizi. Il Cpt va mantenuto, perché chi vuole combattere l'immigrazione clandestina ha bisogno di uno strumento di controllo. Non siamo interessati ai giochini della politica, una parola più o una meno, ma a un reale intervento politico. Serve, secondo noi, un inasprimento delle regole nei Cpt: se non ci fosse troppa libertà, non avrebbero potuto metterlo a ferro e fuoco. Noi non distinguiamo i clandestini buoni e cattivi: chi è clandestino deve andare a casa sua. Siamo stanchi di avere le nostre strade invase da persone che non ci devono stare. Regolarizzarli tutti è una truffa politica, ma se trovate un modo di mandarli via che sia migliore dei Cpt a noi sta bene. Oggi tutta l'Europa ha Centri come questi, in Italia dovrebbero essercene ben più di 14, almeno uno per provincia. L'unica cosa da non fare è quella di chiuderli. Chi vuole chiuderli o superarli forse cerca di raccattare quattro voti ma non fa un servizio al paese".

Adolfo Morandi di Forza Italia ha aggiunto che "stiamo assistendo agli effetti disastrosi della politica delle porte aperte e stiamo constatando il fallimento del multiculturalismo. I roghi delle banlieue in Francia e gli attentati di Londra dimostrano il fallimento di un modello di integrazione fondato sul facile ottenimento della cittadinanza. Il passaporto non basta, bisogna dimostrare di appartenere a un popolo che ha dei principi comuni fondanti. La società multiculturale mette insieme persone che hanno culture diverse, crea dei ghetti nei quali ognuno rivendica la propria appartenenza e contemporaneamente pretende dei diritti. Chi vuole diventare cittadino deve dimostrare di condividere le nostre leggi e i nostri ideali, la sacralità della persona, la parità tra uomo e donna. Cinque anni per diventare cittadini sono troppo pochi e anche lo ius soli, cioè la possibilità di essere cittadini se si nasce qui, è inaccettabile. Inoltre, ci sono molti che potrebbero avere la cittadinanza e non la chiedono. Si diventa cittadini soprattutto per matrimonio, e sono soprattutto donne. Evidentemente c'è un numero rilevante di stranieri ai quali la cittadinanza non interessa, perché non hanno fino in fondo assimilato i nostri principi e la nostra o cultura".

Il vice presidente della Consulta stranieri Ihebom Chijioke Reginald ha affermato "è giusto portare le nostre condoglianze ai parenti dei due giovani. Il numero degli irregolari in Italia è di circa 300mila, una cifra che assume proporzioni maggiori se si pensa ai numeri dei Cpt, 14 in tutto con 1940 posti in totale. I Cpt sono stati costruiti per tenere in stato di fermo chi ha commesso atti illeciti amministrativi, che non comportano la carcerazione. Bisogna fissare un confine tra clandestinità e delinquenza, senza demagogie politiche. Ritengo clamorose le dichiarazioni dell'onorevole Bertolini che ha chiesto condizioni più dure per il Cpt, senza nemmeno pensare di promuovere un'inchiesta sulla situazione del Cpt. Le cause che portano al suicidio, comunque, non sono così semplici. Al Cpt ci sono spesso anche donne, minori e vittime di tratta, che si trovano ingabbiati insieme ad altre persone, anche ex carcerati. Questo è un fatto gravissimo. Il sistema attuale di trattenimento non risponde adeguatamente alle problematiche e richiede di essere migliorato dal punto di vista dei diritti umani. È inoltre molto costoso e non serve a risolvere la clandestinità. Mia figlia di 18 anni, nata qui, rischia di diventare clandestina grazie alla Bossi-Fini, che deve essere cambiata a ogni costo".

Rosa Maria Fino della Società civile ha espresso "cordoglio per queste due morti, ma anche per i tanti detenuti che si suicidano nelle carceri ordinarie. Uno dei due suicidi è un 23enne, ma questo non deve nascondere che aveva precedenti per spaccio, resistenza e violenza alle donne. Aveva un foglio di via, era stato più volte fermato, insomma era un delinquente. Il secondo ragazzo era un tossicodipendente che cercava il recupero dentro il Cpt. Evidentemente la gestione non è all'altezza, mancano esperti in psicologia e anche sulle tossicodipendenze. Anche io ho firmato l'ordine del giorno che auspica l'approvazione della legge Amato-Ferrero. Il Cpt è diventato un centro di detenzione: l'identità si può verificare in tempo utile anche in carcere, per i criminali. Non dimentichiamo però che ci sono al Cpt anche tante prostitute, quindi non conviene difendere tutti a oltranza. Sono comunque strutture che assorbono risorse operative delle forze di polizia e alimentano tensioni sociali. Non si può chiudere gli occhi su un organico così sottodimensionato che non è stato neanche in grado di gestire i rivoltosi. Molti di coloro che transitano nei centri tornano, poi, nel vortice della delinquenza o dello sfruttamento. A queste strutture va dato un valore umano trasformandole in centri di integrazione, eliminando le restrizioni di tipo carcerario, fornendo orientamento, formazione linguistica e professionale e favorendo l'ingresso nella società. Non pochi immigrati sono importanti risorse culturali ed economiche per la nostra città. Solo con un modulo solidaristico applicato anche al Cpt la società può trarre beneficio dall'integrazione".

Il Presidente della Consulta stranieri Bueno Kinderlan Liubertsi ha espresso a nome proprio e della Consulta "dolore per la morte dei due ragazzi che si trovavano dentro al Cpt", ricordando poi che "del Cpt si è parlato tantissimo in questa e altre sedi. La Consulta ha portato questo tema al proprio interno due anni fa e abbiamo cercato un punto di intervento e di collaborazione, per realizzare un progetto di monitoraggio, per risolvere i problemi e le lamentele sulla struttura, soprattutto in termini di diritti umani, presenza di donne e di minorenni".

Mario Tamburi di Forza Italia ha precisato che "il Cpt si è adoperato in questi anni per aggiungere al proprio nome anche la quarta lettera, la A di assistenza. Fino a dicembre 2006 sono stato uno dei 6 medici responsabili della assistenza sanitaria nel Cpt. In questo ‘lager' sono entrati dei tossicodipendenti e molti sono usciti puliti. Addirittura una gravida si è rifugiata al Cpt per partorire. Serve più rispetto degli operatori e dei clandestini, e serve la collaborazione delle istituzioni, della Caritas, dell'Asl, dei gruppi di solidarietà sociale".

Giorgio Prampolini di Sinistra democratica ha dichiarato che "nell'ordine del giorno del centro sinistra come emendato da Andreana ci sono aspetti importanti sia di valore sia di proposta, come l'impegno per una sperimentazione innovativa e per un osservatorio. Sulla base di questo impegno, il nostro atteggiamento come Sinistra democratica, Verdi e Rifondazione è di astensione".

Il sindaco Giorgio Pighi ha concluso affermando: "il dibattito di oggi fa onore alla città, ai suoi valori, alla sua abitudine di confrontarsi con i problemi, dopo i fatti drammatici delle scorse settimane. Questo comportamento estremo ci impone di interrogarci e dare risposte: non si può fare finta di niente, pensare che la spinta dei migranti sia comunque negativa o che bastino le vecchie norme a fare andare avanti i sistemi. Dobbiamo invece farci carico di governare i nuovi processi con risposte adeguate. Spesso questo si dimentica, come si dimentica che gli ordinamenti trovano la linea giusta in base all'esperienza e alla correzione dei difetti delle leggi passate. Chiarito questo, da quando si è parlato del Centro di permanenza a Modena, esiste una parte dei migranti per i quali non c'è solo il tema della clandestinità, dell'ingresso irregolare nel paese. Non ci sono solo questi sans papiers, una caratteristica tutta formale, ma anche spinte che andrebbero governate: dietro la clandestinità ci sono complessità, come il lavoro nero, rispetto alle quali si devono cercare soluzioni da introdurre negli ordinamenti. In questo caso, non resta che cercare lo strumento giusto di intervento. Si è parlato di Spagna, ma là per il trattenimento serve un provvedimento della magistratura, qui basta una semplice convalida. Si è parlato di Bossi-Fini: l'operazione più forte è stata eliminare il foglio di via prefettizio e sostituirlo con il semplice permesso di soggiorno scaduto. Quello che a mio avviso si deve recuperare è che, negli ultimi giorni del Governo di centrodestra, anche Pisanu parlò di necessità di una revisione della Bossi-Fini che non aveva funzionato nel trattenimento. Non tutti gli immigrati scendono dalle navi. Il 75% arriva in Italia con permesso turistico e inizia a lavorare clandestinamente. Per alcune categorie, la possibilità di entrare in Italia per cercare lavoro è una necessità, in fase di applicazione in tanti paesi europei. La clandestinità è aggravata dalle difficoltà di accedere al posto di lavoro. Non possiamo permetterci un ordinamento che fa finta di non vedere. Al di là delle contrapposizioni ideologiche, che vanno dall'elogio incontrastato della Bossi-Fini alla chiusura senza appello dei Cpt, ho visto con favore il documento di Modena a colori, e ho condiviso un'affermazione di Galli sulla necessità di riformare periodicamente queste leggi. Ci serve una risposta che faccia a meno il più possibile del trattenimento. Il trattenimento produce problematiche umanitarie ma non aiuta a risolvere i problemi. Vedo con favore lo sforzo e l'apertura del maggiore gruppo del centrosinistra. Oramai, tutto ci possiamo permettere tranne il gratuito scontro ideologico".

Alvaro Colombo di Rifondazione Comunista, a nome anche di Verdi e Sinistra democratica, ha annunciato: "ci asterremo dopo l'emendamento presentato da Partito democratico, Socialisti e Società civile, nel quale si ribadisce che il consiglio richiede una sperimentazione che di fatto superi il Cpt, si separano i concetti di clandestinità e pericolosità sociale e si afferma l'importanza di superare la Bossi-Fini con la Amato-Ferrero. La nostra posizione non è analoga, ma riconosciamo il superamento di posizioni precedenti. Ci sarebbe piaciuto vedere riconosciuta anche la nostra capacità di mediazione, e purtroppo non abbiamo visto neanche nelle conclusioni del sindaco un riconoscimento dei nostri passi avanti.

Paolo Ballestrazzi di Modena a Colori ha ribattuto: "non è vero che non siete stati bravi, lo siete stati. Dopo l'emendamento della mozione del centrosinistra diventa per noi estremamente difficile votare a favore. Non sappiamo, signor Sindaco, cosa potrà portare a casa sul vuoto pneumatico che è espresso in questi due capoversi, sia sulla sperimentazione e sia sull'osservatorio. Nutriamo un grande rispetto per il mondo del volontariato, ma crediamo che difficilmente si possa trovare completa attuazione di un osservatorio in una situazione come questa. Se dovessero verificarsi le condizioni previste in questo primo capoverso dell'emendamento, non si capisce a cosa serva il Cpt e di cosa abbiamo parlato finora. Non siamo assolutamente d'accordo con il testo del disegno di legge Amato-Ferrero, ma siamo convinti che uno stato serio non risponde con ipocrisia a problemi reali. Ad ogni modo, speriamo che arrivi presto all'approvazione, confidando che l'approvazione rapida di questo mirabolante disegno di legge risolva magicamente il problema dei clandestini in Italia".

Mauro Manfredini, Lega Nord, ha aggiunto che "quando fu approvato il Cpt sarebbero dovuti arrivare 70 agenti in servizio esclusivo. Nel patto per Modena sicura i 25 agenti servono per la città, non per il Cpt. A differenza di Ballestrazzi, auspico che il decreto Amato-Ferrero salti per aria presto, così come questo Governo. Le leggi vanno aggiornate ai tempi che cambiano, ma la visione di questo Governo tra garanzie e ricongiungimenti non la condivido".

Adolfo Morandi, Forza Italia ha dichiarato: "l'ordine del giorno non è migliorato con l'emendamento e ovviamente non lo possiamo condividere. Crediamo che la Amato-Ferrero porterà a un grande peggioramento delle condizioni degli immigrati in Italia. È un problema serio, che non riguarda l'Italia ma tutta l'Europa. Bisogna porre dei vincoli e regolare il flusso migratorio, invece con la figura dello sponsor si consente a tutti di arrivare in Italia, di rinnovare con facilità i permessi di soggiorno e di stare qui senza un motivo serio e valido, senza una possibilità di trovare lavoro. Discutibile anche la formulazione dell'ordine del giorno, generica e vuota. Non credo che le badanti vadano a finire al Centro di permanenza temporanea. Diciamo che chi è in Italia con un serio motivo di lavoro merita di starci, ma non possiamo certo consentire cose diverse a parte i ricongiungimenti familiari. Altre situazioni devono portare sicuramente all'espulsione. Le situazioni di lavoro nero devono poi essere denunciate ai sensi di legge, la Bossi-Fini lo dice chiaramente e infatti ha ottenuto di regolarizzare oltre 600 mila stranieri pur regolando i flussi migratori".

Sergio Celloni, Udc, ha aggiunto: "non trovo in questa mozione contenuti importanti per trovare soluzioni alla realtà dei Cpt. Se non ci sono delle alternative, c'è il vuoto. Chiudere i Cpt vuole dire trovarsi persone, non so se badanti, criminali o delinquenti, che non hanno un posto dove essere identificate. Mi spiace che non ci siano certezze istituzionali. Non si può appoggiare una realtà così importante a una fase sperimentale o a delle associazioni, servono invece pene certe e regole certe: sono i cittadini che lo vogliono. Io credo più all'amico consigliere Tamburi che a un rappresentante dell'Onu, che viene a Modena senza conoscere la realtà e definisce il Cpt un lager. Non è un albergo a cinque stelle, ma non deve esserlo, perché se fossero onesti questi stranieri sarebbero a passeggiare sotto al portico del Collegio".

Achille Caropreso, indipendente, ha espresso "perplessità sulla prima parte dell'emendamento. Credo che non servano misure speciali, forse anche difficili da concedere da parte del Governo, ma leggi dello stato che valgono da nord a sud. Un buon ordine del giorno, con questa modifica, è un po' peggiorato".

Andrea Leoni di Forza Italia è intervenuto "proprio per rispetto di una prerogativa, perché il regolamento lo consente", precisando che "questa innovazione da portare avanti ci meraviglia. C'è stato il tentativo di un impossibile connubio tra chi vuole superare, innovare o chiudere. Mi meraviglio di lei, Sindaco, perché se il Consiglio le darà questo mandato si farà ridere dietro dal suo Ministro dell'Interno. Quello stesso Amato, che predica la tolleranza zero, non credo vorrà concedervi quanto richiesto, vanificando totalmente il Cpt dopo che lui stesso ha sconfessato la commissione De Mistura. Non si è capito perché dopo il loro pronunciamento i lager - Cpt non siano stati chiusi. Si possono avere delle idee diverse, si può proporre la chiusura, ma con questa proposta vi fate ridere dietro".

Nelle votazioni l'ordine del giorno presentato da Ds, Margherita, Sdi, Società civile e Udeur è stato approvato con il voto favorevole dei proponenti, l'astensione di Rifondazione, Sinistra democratica, Verdi, Modena a colori e gruppo indipendente e il voto contrario degli altri gruppi di minoranza: il documento chiede al Sindaco di richiedere al Governo di poter mettere in atto una "sperimentazione innovativa" che anticipi di fatto la riforma Amato-Ferrero e consenta di non trattenere le presone clandestine che siano "inoffensive" e "socialmente deboli". Chiede anche che possa essere istituito un Osservatorio sul Cpt composto da rappresentanti delle Istituzioni e dell'associazionismo modenese, ed esprime cordoglio per la morte dei due giovani stranieri trattenuti al Centro che si sono tolti la vita nei giorni scorsi. Approvato anche l'ordine del giorno presentato da Modena a colori, in base al quale il Consiglio comunale rifiuta le ipotesi di chiusura o ridimensionamento del Centro, chiede un adeguamento degli uomini e dei mezzi per la sua gestione e la creazione di un tavolo di coordinamento che lavori per migliorarlo, superando le barriere burocratiche. Il documento è passato con i voti favorevoli dei gruppi di minoranza, più Achille Caropreso del gruppo indipendente e Antonio Maienza dell'Udeur, l'astensione di Ds, Margherita, Sdi e Società civile e il voto contrario di Rifondazione, Sinistra democratica e Verdi.

Il Consiglio comunale ha invece respinto le altre 4 mozioni: sul documento dell'Udc, che ha definito il Centro "una realtà da mantenere", si sono espressi a favore i gruppi di minoranza e contro tutta la maggioranza, mentre Achille Caropreso non ha partecipato al voto. Analogo risultato anche sulla mozione della Lega Nord, che ha chiesto di aumentare l'organico e mettere a disposizione personale laureato in psicologia. Respinto, col voto contrario anche del consigliere indipendente, anche l'ordine del giorno con il quale il gruppo di Forza Italia ha espresso solidarietà agli operatori del Cpt, chiesto un aumento della dotazione di personale e rifiutato ogni tentativo di delegittimazione della struttura. Solo cinque voti favorevoli, quelli dei gruppi proponenti, ha raccolto infine il documento con il quale Rifondazione, Sinistra democratica e Verdi hanno chiesto al Sindaco di attivarsi per la chiusura del Centro di permanenza temporanea.

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