lunedì 24 gennaio 2022   
  Cerca  
 
wwwalkemia.gif
  Login  
Visti per Voi » Mistyc River  
MYSTIC RIVER – voto : 8.5

Vorrei trovare parole nuove ed originali per dare il via alla mia recensione di turno. Vorrei riuscire a non incorrere nel rischio di ripetermi e diventare monotono, ma è difficile escogitare formule mai usate per dire di aver assistito ad un altro bellissimo film. Un lavoro complesso per costruzione e analisi introspettiva dei personaggi, recitato benissimo da un cast stellare, composto da attori bravissimi riuniti nella stessa opera da un altro mostro sacro di Hollywood. Il regista di questa pellicola è Clint Eastwood, grande attore per oltre 30 anni e ora da tempo passato dietro la macchina da presa in veste di regista. Spesso è accaduto che all’interno dei suoi lavori rivesta anche un ruolo d’interprete: non in questa circostanza. In questo caso lo vediamo solo come regista, ma è un solo relativo. Quando un direttore del set riesce come lui ad ottenere un risultato simile, non ci sono aggettivi diminutivi che possano reclamare uno spazio. Mi è capitato poche volte di poter constatare ed apprezzare un cast così completo e di gran valore, dai protagonisti ai ruoli secondari. Il trio delle meraviglie che regna nella storia è composto da Kevin Beacon ( Jimmy), Sean Penn (Sean) e Tim Robbins (Dave). Non occorre entrare nei dettagli dei loro lavori precedenti per esaltarne la bravura e la capacità di emozionarti con la loro espressività. Alle loro spalle, troviamo una squadra di seconde linee che di altissimo livello, ognuno capace di ricavarsi uno spazio significativo con la loro interpretazione. Tra l’altro, tanti di questi volti, erano riconoscibili per aver ricoperto ruoli importanti in altre circostanze. Non sempre sono riuscito a collocarli, ma la memoria visiva non mancava di ricordarli come più che conosciuti.

mistyc river.jpg

Dave, Jimmy e Sean sono tre ragazzi adolescenti, amici per la pelle, condividono le avventure che quotidianamente misurano la loro vita. Un giorno il destino si abbatte su di loro. I tre ragazzi stanno per gioco incidendo i loro nomi su di una lastra di cemento fresco, così per lasciare un segno indelebile della loro amicizia. Jimmy e Sean hanno già tracciato la loro firma, ma mentre Dave sta per fare lo stesso, compaiono due loschi figuri che spacciandosi per poliziotti attirano l’attenzione dei giovani. Dave viene scelto a caso tra i tre e sequestrato da questi uomini che si riveleranno pedofili. Verrà tenuto prigioniero e seviziato per 4 giorni, fino a quando non riuscirà a trovare la forza per sfuggirgli. I colpevoli verranno puniti sia dalla legge che dal destino, ma questo episodio segnerà per sempre la vita dei tre giovani. La loro amicizia non sarà più la stessa come la loro esistenza. La storia compie un grande salto nel tempo, un balzo di oltre vent’anni. Ognuno di loro vive ancora nella stessa città, ha compiuto il suo percorso ed imboccato strade diverse. Jimmy è un rispettato investigatore del FBI. Da sei mesi è stato lasciato dalla moglie e dal loro bambino che nel frattempo è nato e che lui ancora non conosce. Vive con grande tormento questa separazione, non riuscendo a far ripartire la propria vita. L’angoscia per un figlio di cui non sa nemmeno il nome, per un matrimonio svanito per motivi che non si lasciano decifrare, è acuita dalle tante telefonate silenziose che lei continua a fare. Tanti istanti carichi di tensione e di dolore, dove la donna cerca di trovare il coraggio di dire qualcosa, un appiglio al quale agganciarsi per muoversi dal proprio stallo. La paura e la reazione spesso rabbiosa e nervosa di Jimmy, fanno cadere questi attimi in nuovi silenzi e il telefono viene riagganciato prima che le parole scorrano sui fili.

Sean ha un’attività con un socio, gestisce un piccolo negozio di alimentari. Si è sposato 2 volte, una figlia oramai 19 enne della prima moglie, morta di malattia da anni e altre 2 molto più piccole dalla sua attuale compagna. E’ un duro, un uomo deciso, dalla forte personalità, con un passato tormentato dal carcere per rapina e da trascorsi molto spesso oltre la legalità. La sua famiglia è circondata da uomini che regolano la propria vita con la legge della violenza e Sean è da questi, amato, temuto e rispettato come un leader. La sua durezza maturata da una vita difficile e a volte spietata, scompare al cospetto delle proprie figlie. Le ama con grande dolcezza e sa essere un padre affettuoso e tenero, protettivo a volte fino all’eccesso. Anche la sua compagna attuale è profondamente innamorata di quest’uomo, della sua forza, della sua capacità di rendere la propria famiglia al sicuro dalle mille insidie che minacciano la vita di chiunque. Lo ama nonostante il suo passato e nonostante anche il suo presente, fatto di un uomo che per natura rimane con difficoltà lontano da situazione a volte ambigue e pericolose.

Dave, la vittima della violenza, è un uomo tormentato dal dolore e dalla sofferenza che quella terribile esperienza li ha lasciato in tragica eredità.

Si è sposato con una donna sensibile ma fragile, con lei ha avuto un bambino e ha cercato con tutte le sue forze di ricostruirsi una vita ed un futuro. In apparenza ci è riuscito, ma senza essere capace di liberarsi del passato. Anche a tanti anni di distanza le notti sono ancora difficili da affrontare, gli incubi di quei 4 terribili giorni, si affacciano con forza e arroganza per reclamare il proprio spazio nella sua anima tormentata. Nonostante tutto si vive, forse si sopravvive, aggrappandosi al disperato desiderio di regalare al proprio figlio un destino diverso. I giorni si trascinano nella routine che travolge tutti, ma nella sua non trova quasi mai posto il sorriso vero che arriva dalla serenità ritrovata anche solo per un istante.

Il destino trova la strada per ricondurre sullo stesso percorso le vite di questi tre amici oramai uomini, e lo cerca nella maniera più tragica possibile, in occasione della scomparsa di Kathy, la primogenita 19enne di Sean. Il suo cadavere viene ritrovato in uno dei giardini della città, a poche decine di metri dalla sua auto. Delle indagini viene incaricato Jimmy che riconosce immediatamente la ragazza come la figlia di Sean. La reazione del padre come preventivabile è rabbiosa ed incarica gli amici del suo clan di organizzare immediatamente delle ufficiose indagini parallele per scoprire l’assassino. Dave la notte della scomparsa di Kathy rientra a casa a tardissima ora, con i vestiti sporchi di sangue, sconvolto ed in preda al panico. Racconterà alla moglie di aver reagito ad un’aggressione e forse di aver ucciso il rapinatore. La moglie che prima crede alla versione del marito, comincia ad avere dei sospetti con il passare dei giorni. Si saprà che Dave è una delle ultime persone ad aver visto in vita la ragazza in uno dei bar della città poche ore prima, a poca distanza dal luogo ove il cadavere è stato ritrovato. Le indagini di Jimmy scorrono a rilento, con mille difficoltà, anche perché si accorge come la pista da lui battuta continua ad intrecciarsi ripetutamente con la caccia all’uomo che gli amici di Sean hanno organizzato. Quando Jimmy arriva a sapere di Dave, comincia ad avere sospetti su di lui. Non vuole credere a questa possibilità, non gli pare possibile. La vita ed i suoi eventi hanno travolto i ricordi e le risate da bimbi, ma un filo invisibile continua a legare i tre uomini, un filo che rimane oltre ogni razionale analisi. Tutto però porta a questa direzione, e quando una sera Dave troverà la forza di far esplodere tutta la sua angoscia ed il suo dolore che arrivano dal passato, in presenza della moglie, questa spaventata da un uomo che non riconosce più finirà per credere in fondo al cuore che sia proprio il marito il colpevole. In preda alla confusione più completa finirà per confidarlo alla moglie di Sean e la tragedia sta per compiersi. Intanto Jimmy seguendo un’intuizione ed il proprio istinto riuscirà a staccarsi dal falso percorso che portava a Dave, per imboccare finalmente la pista giusta. Kathy aveva organizzato una fuga d’amore a Las Vegas per il giorno seguente, assieme ad il suo fidanzato. Un amore nascosto agli occhi del padre, per l’incomprensibile avversione del genitore nei confronti di questo umile e bravo ragazzo. Jimmy scoprirà la verità: ad uccidere la ragazza è stato il fratello del fidanzato, un ragazzo muto che assieme ad un amico, voleva impedire che l’amato fratello lasciasse la città.

La scoperta arriverà tardiva però. Sean organizza la sua vendetta e assieme ai suoi amici porterà Dave in riva al fiume, al Mystic River, per uccidere il suo amico. A nulla servirà la confessione di Dave che urlerà all’amico di non aver ucciso la ragazza. La notte dell’omicidio aveva colto in un auto un uomo fare sesso con un adolescente, e la rabbia repressa aveva trasformato quell’uomo mite in una belva sanguinaria. In preda alla follia aveva massacrato l’uomo e nascosto il suo corpo. Sean non gli crede, e nemmeno la loro vecchia amicizia riuscirà a fermargli la mano che colpirà Dave. In preda ad un dolore atroce ucciderà l’amico, perché è l’unica cosa che il proprio istinto gli dice di dover fare. Dave finirà per accettare in silenzio la propria sentenza, quasi a voler porre fine al tormento che gli ha reso la vita così difficile da condurre. Il corpo di Dave cadrà nel Mystic River, così come quello del babbo del fidanzato di Kathy era caduto sempre per mano di Sean, tanti anni prima, come saldo di un debito di rapina. Da qua la forte avversione di Sean per quel bravo giovane.

Quando Jimmy racconterà la verità a Sean, questi comprenderà ciò che ha commesso e lo dirà all’amico poliziotto. Entrambi decidono che è ora di fermare il sangue, ed ognuno conserverà per se quel segreto. Il giorno che rapirono Dave è per tutti stato la fine della spensieratezza, della gioia di essere giovani, e quel momento ha segnato la vita di tutti e 3, come se tutti in quell’istante avessero subito violenza. Il destino aveva scelto Dave, ma poteva toccare a chiunque e forse era stato proprio così. Dinanzi alle loro firme e a quella di Dave che per ironia della sorte, era rimasta incompleta, decidono di porre una pietra tombale sull’intera storia, per tentare di tornare alla vita.

Non sarà un caso infatti, che durante la successiva telefonata silenziosa della moglie, sospinto forse da questa ritrovata pace con il lontano passato, che Jimmy troverà la forza per chiedere perdono alla moglie. Abbasserà le proprie difese, fino ad annullarle, eliminerà l’orgoglio per lasciare spazio solo al cuore e al desiderio di ricongiungersi con la propria famiglia. Il messaggio trapasserà la distanza e raggiungerà l’animo della donna che finalmente parlerà e tornerà da lui. Anche Sean al momento di ricongiungersi con la compagna, dopo aver appreso la verità è ad un passo dal precipitare nella disperazione per ciò che ha commesso. Sarà la moglie a sorreggerlo, per ricordagli di aver fatto l’unica cosa che sapeva di dover fare, perché ognuno di noi ha una natura ed un destino propri, e per quanto a volte siamo tentati di non accettarlo, la nostra strada passa di lì. Il futuro più triste sarà ad attendere la moglie di Dave. Dovrà fare i conti con un passato difficile da comprendere, con la vita di un uomo che tanto ha amato ma che così poco è riuscito a comprendere in vita. Rimane il futuro del proprio figlio come unica possibilità di riscatto, attorno alla quale ricostruire con fatica, giorno dopo giorno, la loro esistenza.

Come ho già sottolineato in apertura un film splendido, condito da una regia di classe e da una serie d’interpretazioni strepitose. Vi sono alcune sequenze come la confessione del proprio passato di Dave alla moglie, oppure lo sfogo di Sean dopo il ritrovamento della figlia, che racchiudono un’intensità tale da farmi commuovere per la bravura recitativa. Lo sguardo rabbioso, carico d’odio di Tim Robbins nel rivangare la tragedia della sua gioventù è da pelle d’oca. La disperazione per la perdita della cosa più cara al mondo come una figlia, mista al desiderio di vendetta, sono un coctail portato in scena da Sean Penn in modo magistrale. Kevin Beacon non mi ha fatto emozionare allo stesso modo, ma il suo personaggio è comunque sempre di alto valore e spessore umano, combattuto tra il dovere di far giustizia e la paura di ciò che potrebbe scoprire, il tutto condito dalla infelicità di fondo che adombra la sua vita.

Una bella storia, dove il regista finisce per non fare sconti ai suoi personaggi. Non li giudica, ma li espone nudi con la loro umanità carica d’imperfezioni, dinanzi allo sguardo dello spettatore. Imperfezioni che finisci per accettare, anche quando raggiungono posizioni estreme come nel caso di Sean. Un film sul destino, sulle minime differenze che le nostre strade possono imboccare, a seconda che un evento ti sfiori o ti colpisca. Un film sulla natura di ognuno di noi, che è una cosa precisa, ma spesso difficile da identificare persino per il proprietario. Un film sulla vita, sui suoi intrecci misteriosi, sulle vite che si accavallano, si calpestano, si allontanano, si ricongiungono, su come è difficile capire cosa fare al momento giusto, su come spesso veniamo travolti senza possibilità d’opporsi da un qualcosa che è più grande di noi e di tutti. Quando tutto questo accade non ci resta che aggrapparsi al proprio istinto, al cuore e sperare di essere da lui guidati verso una salvezza che al momento non sai se mai arriverà. Ti aggrappi, ti tieni stretto, saldo, con tutte le forze che ti rimangono, che spesso non sono molte e cerchi di andare avanti, a volte pensando solo a respirare, perché tutto il resto ti appare troppo faticoso.

A volte pensi che ti stia accadendo qualcosa di eccezionale, al di fuori dall’ordinario. Poi, ti fermi un attimo ad osservare con più calma, ad ascoltare il tuo respiro, per capire che stai solo vivendo, e forse non è poco.

DotNetNuke® is copyright 2002-2022 by DotNetNuke Corporation