venerdì 21 gennaio 2022   
  Cerca  
 
wwwalkemia.gif
  Login  
editoriale » Scivolando tra i simboli  

SCIVOLANDO TRA I SIMBOLI

Boris

Canzone: “Prodi Berlusconi chi le vince ste’ elezioni…Prodi Berlusconi, stivaletto e Apicella o Romano Prodi, bicicletta e mortadella… 9aprileee…chi sa chi vinceraaaaa!!”.

Sono ormai diversi giorni che con questo ritornello inizia “w radio 2” felice trasmissione condotta da Fiorello. Non c’è che dire affrontare la par-condition con una scherzosa canzone, forse può aiutarci a sopportare questo regolato dibattito ricco di tutto e saturo di nulla. Contenitori televisivi consueti ed inventati dove candidati di varia natura e tendenza sfoderando reciproche accuse, si affrontano sfidandosi nel lancio dell’ultimo insulto o nel tentativo di camuffare una reciproca incapacità.

Alla destra tutta, ed in particolare a Berlusconi con le sue fantomatiche ed improvvise apparizioni alla Hudinì ed esternazioni degne del peggiore dei comici del “Bagaglino”, va attribuito il merito di aver ridotto ormai da anni la politica, una volta riflessiva via filosofica alla costruzione del futuro, alla pura e semplice difesa di una nuova classe oligarchica. Una sorta di moderno medioevo dove oggi la borghesia, allora in lotta per la propria libertà nei confronti delle classi nobiliari, si instaura al Quirinale con la stessa arroganza divina.

D’altro canto che dire di un centro sinistra in balia del vento che nei fatti si propone al paese con una coalizione il cui collante resta inesorabilmente, l’antiberlusconismo. Si è vero, il programma di oltre duecento pagine contiene proposte e promesse da tempo eluse ma, di fatto la firma del Sig. Bertinotti & C. su quel programma si giustifica solo dall’ormai decennale scusante “della necessaria sconfitta della destra, che porta allo sfascio il nostro paese”. Una scusante che di fatto ha aiutato a far digerire alla propria base elettorale, in parte consolata con la candidatura di Caruso e Luxuria, la propria rivincita sui Comunisti Italiani ormai ridotti a una mera rappresentanza all’interno dello schieramento del centro sinistra. Una strategia questa, così lungimirante da non aver minimamente affrontato le conseguenze che questa avrà sulla ormai teologicamente debole sinistra antagonista del nostro paese. Un’antagonismo che sarà progressivamente schiacciato tra una naturale e forte radicalità, e una futura immobilità sociale per ragioni di stato.

Come giocarsi allora il fatidico giorno il cui con le nostre due schede elettorali in mano ci recheremo in quella cabina? Voteremo “turandoci il naso” come anni fa esclamava il più conservatore dei giornalisti o proveremo a dare un'altra interpretazione del voto?

Io entrerò in cabina, aprirò le schede destinate alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. Eviterò anche solo di sfiorare i simboli del centro destra e dopo aver superato l’indisposizione verso il tentativo di annullarle entrambi, in rispetto a chi ha lottato ed è morto per darmi la possibilità oggi di compiere questo gesto, traccerò, scivolando tra un simbolo e l’altro come in una sorta di voto trasversale tanto caro ai nostri amati politici, la mia fatidica e al quanto tremolante croce. Un segno che forse contribuirà a sconfiggere le destre, pur restando imprigionata con il suo segreto tra le pieghe di quelle schede che ormai da troppo tempo, contengono simboli nuovi con vecchi faccendieri o altisonanti programmi senza costruttivi sbocchi futuri.
DotNetNuke® is copyright 2002-2022 by DotNetNuke Corporation