domenica 20 giugno 2021   
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Medio Oriente » Un illusione di pace  
UN'ILLUSIONE DI PACE  

Dopo bombe e distruzione, forse Tregua. Non so se questo mio scritto sia giusto definirlo un editoriale o se, l'esprimere liberamente i miei sentimenti sia il giusto livello, la corretta posizione che ogni giornalista dovrebbe tenere. Però sento il dovere, il bisogno di mettere allo scoperto le mie sensazioni di questo ultimo mese. La guerra in Libano ora, quella in Palestina da anni, mi suscitano un'enorme Sofferenza. Angoscia soprattutto nel costatare purtroppo l'incapacità d'incidere, in qualche modo, l'opinione della nostra classe politica.

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Ho conosciuto il Libano, il suo popolo, ho ascoltato gli Hezbollah parlare, ho conosciuto Palestinesi, Israeliani, ho conosciuto quindi la loro situazione, la loro dignità, non posso,quindi oggi assistere a tutto quello che sta succedendo, prendendone semplicemente atto, ma sento il dovere di fare qualche cosa. Penso che l'unica cosa possibile sia l'informazione, sia il parlare, sia trasmettere tutto quello che siamo in grado di avere o sapere, sia  sottoscrivere appelli, fare iniziative.
Il Libano non esiste più, c'è solo distruzione totale e morte. Tutto questo, come già scritto nell'editoriale di Flavio, non certo per due soldati Israeliani. Occorre fermare questa dannata macchina della guerra. L'Europa e l'Italia  non può stare a guardare, deve prendere posizione chiara, a difesa dei semplici diritti dell'uomo e non una posizione per far piacere a Israele/Stati Uniti/Gran Bretagna.

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Questo nostro governo dovrebbe per prima cosa bloccare l'accordo di cooperazione militare di cinque anni stipulato dal governo Berlusconi con quello di TelAviv. Sarebbe un primo segnale di disaccordo con l'operazione che sta facendo Israele.
A questo proposito è uscito un'articolo sul quotidiano "Liberazione" il 10/08 a firma di Danilo Zolo "Una proposta a Prodi: chiudiamo la collaborazione militare con Israele". Il suddetto accordo comprende interscambi di armamenti, la formazione e l'addestramento di personale militare, la partecipazione di osservatori ad esercitazioni militari, programmi congiunti di ricerca e sviluppo in campo militare e scambi di esperienze tra gli esperti di entrambe le parti.

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Prevede inoltre anche la cooperazione nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di tecnologie militari, inclusi i vari progetti missilistici e di guerra elettronica nel quadro di una collaborazione che ha come fine lo lotta contro il terrorismo. Si tratta di un accordo, prorogabile automaticamente,che va molto oltre gli aspetti tecnici e che si presenta come una scelta strategica con la quale il governo Berlusconi si era proposto di scavalcare l'Unione Europea nel quadro di un esplicito collegamento con la strategia statunitense.
Come a suo tempo sottolinearono i ministri Frattini e Martino, si era trattato di un preciso impegno politico assunto dal governo italiano in materia di cooperazione con lo stato di Israele. Un accordo di questa natura e portata, che costringe l'Italia ad una piena complicità militare con Israele oggi e futura. Per questo il governo di centrosinistra non dovrebbe avere la minima esitazione in merito.
Questo non solo rappresenterebbe un piccolo segnale di discontinuità rispetto al governo precedente ma anche una speranza per poter intraprendere un diverso percorso di pace. Vicino ai valori che un governo di centro-sinistra dovrebbe avere.
Purtroppo ho poca fiducia in merito. Anche perchè fintanto che le informazioni che giungono nel nostro paese continueranno ad essere incomplete, poco chiare ed estremamente superficiali e calibrate, non si riuscirà mai a comprendere liberamente quanto è avvenuto e con quali reali ripercussioni.
Se vogliamo veramente incidere per un futuro di pace in medio oriente, fra Palestina-Israele e Libano-Israele, dobbiamo smettere di affermare, come fa Prodi che la guerra con il Libano è iniziata "solo" per l'azione degli Hezbollah contro Israele.
Spero ancora in un miracolo e di poter ritornare sia a Beirut che in Palestina.  
Mirca

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