venerdì 21 gennaio 2022   
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speciale medio oriente  

 
Un'illusione di Pace
Mirca Garuti
Dopo bombe e distruzione, forse Tregua. Non so se questo mio scritto sia giusto definirlo un editoriale o se, l'esprimere liberamente i miei sentimenti sia il giusto livello, la corretta posizione che ogni giornalista dovrebbe tenere. Però sento il dovere, il bisogno di mettere allo scoperto le mie sensazioni di questo ultimo mese. La guerra in Libano ora, quella in Palestina da anni, mi suscitano un'enorme Sofferenza. Angoscia soprattutto nel costatare purtroppo l'incapacità d'incidere, in qualche modo, l'opinione della nostra classe politica.
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 Testo della risoluzione ONU 1701

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Di seguito, il testo della risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che prevede la cessazione delle ostilità nel conflitto tra Israele e milizie sciite libanesi di Hezbollah, iniziato lo scorso 12 luglio. Il testo è una versione modificata in maniera significativa rispetto a quello introdotto la settimana scorsa da Francia e Stati Uniti. Ha ottenuto tutti e 15 i voti dei membri del braccio esecutivo dell'Onu, incluso quello del Qatar, l'unico Paese arabo presente al voto.

Appello pubblicato a fine luglio sul The Guardian

Questo appello viene pubblicato a fine luglio sul The Guardian, giornale inglese, come presa di posizione dei primi che all’inizio di agosto decidono di chiedere a intellettuali e militanti a livello internazionale di sottoscriverla.

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Essa, quindi, non è un classico appello a istituzioni, ecc. ma una presa di posizione – la più netta fra quelle fino ad ora in circolazione – condivisa. L’impegno finale riguarda i/le firmatari/e nello smascherare i propri governi ed i livelli di complicità. I firmatari e le firmatarie coprono un arco molto vasto di persone note e meno note, ma con la caratteristica comune di volersi esprimere nettamente contro le menzogne diffuse a piene mani in queste settimane: sulle “doppie responsabilità”, sull’ “equidistanza” o “equivicinanza”, o sul cosiddetto “uso sproporzionato della forza” – formula ipocrita per coprire di fatto il menefreghismo verso le vittime civili.


Le bombe sul paese dei cedri
Flavio Novara

Di nuovo guerra. Il Libano è di nuovo in fiamme.

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Erano passati ormai diversi anni dall’ultimo conflitto deciso e a parer israeliano, risolutore. Un intervento energico e punitivo concluso con il massacro di donne e bambini nei campi profughi di Sabra e Shatila. Un massacro operato il settembre del 1982 dalle truppe israeliane e falangisti libanesi. Un infanticidio questo che come tutte le stragi di guerra, nulla ha risolto e nulla ha insegnato ad entrambe le fazioni.

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Attenzione: Visto il contenuto delle immagini se ne consiglia la visione ad un pubblico adulto


LA GUERRA VISTA DA ISRAELE
Pubblichiamo alcuni articoli tratti dal sito www.israele.net

Soddisfazione in Israele per la risoluzione 1701

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Gli uffici del primo ministro e del ministro della difesa israeliani hanno espresso sabato la propria soddisfazione per il testo della risoluzione 1701 adottata l’11 agosto 2006 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul cessate il fuoco in Libano. Domenica 13 agosto il primo ministro Ehud Olmert raccomanderà al governo israeliano l’approvazione della risoluzione.
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Guerra Israele-Hezbollah: le cifre

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Il conflitto fra Israele e Hezbollah è scoppiato il 12 luglio quando l’organizzazione terroristica sciita sostenuta dall’Iran ha ucciso otto soldati israeliani e ne ha presi in ostaggio altri due sul versante israeliano del confine internazionale fra Israele e Libano. L’attacco Hezbollah è avvenuto contemporaneamente a una massiccia raffica di razzi e colpi di mortaio contro postazioni militari e villaggi civili nel nord di Israele. Israele ha reagito con una vasta operazione nel sud del Libano volta a disarmare Hezbollah, colpendone anche i canali di rifornimento e i centri di comando, e a liberare i soldati sequestrati.

 Un falso pretesto che può diventare un problema vero
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Da un articolo di Shlomo Avieri La comparsa delle Fattorie Shaba come uno dei possibili elementi di un accordo che autorizzi il dispiegamento di una forza multinazionale nel Libano meridionale solleva un certo numero di questioni di cui forse non tutti le parti coinvolte negli attuali negoziati si rendono conto fino in fondo, e che vanno al nocciolo stesso dell’esistenza del Libano come stato sovrano.
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